simulazione guida“L’80% dei conducenti dichiara di aver affrontato almeno una volta una situazione di grave pericolo al volante, ma solo la metà di questi è disposto a spendere di più per dotare la auto dei più avanzati sistemi per la sicurezza stradale”. Parola di Enrico Gelpi, presidente dell’ACI, che aggiunge: “Ciò evidenzia quanto c’è ancora da fare sul piano della formazione, con l’aiuto anche delle Case automobilistiche”. A Vienna, In occasione di eSafety Challenge 2011, appuntamento annuale per la sensibilizzazione dei conducenti sui sistemi elettronici per la sicurezza stradale, l’ACI e gli altri Automobile Club internazionali hanno presentato uno studio sul livello di conoscenza degli automobilisti europei dei principali dispositivi di sicurezza elettronici: ESP (controllo elettronico di stabilità), dispositivi per la frenata di emergenza (BAS, o frenata assistita), BSM (monitor punti ciechi), avviso di superamento limiti di velocità (“speed alert“), LDWS (avviso di deviazione dalla corsia di marcia) e fari adattivi.
Questi i risultati emersi: conosce l’ESP il 62% degli automobilisti italiani (stessa media europea); i dispositivi di frenata di emergenza il 53% degli italiani (contro il 57% degli automobilisti europei); il BSM il 26% degli italiani (contro il 47% degli europei); lo speed alert il 66% degli italiani (contro il 64% degli europei); l’avviso di deviazione dalla corsia di marcia il 34% degli italiani (contro il 46% in Europa); i fari adattavi il 50% degli italiani (contro il 59% degli europei).
Secondo lo studio, tra i fattori di scelta di un’automobile al momento dell’acquisto, la sicurezza è al primo posto, e questa è una buona notizia. Ma ancora molto c’è da fare: se tutte le auto europee fossero dotate di ESP, infatti, ogni anno si conterebbero 4mila morti e 100mila morti in meno, mentre con il dispositivo di frenata assistita si eviterebbero 3 tamponamenti su 4.

Ma quanti sanno di che cosa stiamo parlando esattamente? Per chiarire un po’ le idee, ecco alcune informazioni utili sui dispositivi che sono stati l’oggetto dello studio:

- SPEED ALERT: sistema che avverte il conducente quando si supera il limite di velocità locale, tramite segnali acustici, visivi e/o tattili.
- ESP (Electronic Stability Program): controllo elettronico di stabilità. Permette di controllare la stabilità in curva, accelerando o decelerando la rotazione indipendente delle ruote. Molto utile in presenza di pioggia, ghiaccio o ghiaia.
- BAS (Brake Assistant System, anche noto come EBS): sistema di frenata assistita. In situazioni di emergenza permette di ottenere la maggiore potenza frenante, nel caso in cui la pressione del piede sul pedale non sia sufficiente.
- BSM (Blind Spot Monitor): monitor per i punti ciechi. Sistema di ausilio che permette di monitorare con sensori radar i punti ciechi degli specchietti retrovisori esterni, avvisando il conducente dell’arrivo di un mezzo tramite una segnalazione visiva integrata negli specchietti.
- LDWS (Lane Departure Warning System): sistema di avviso di deviazione dalla corsia di marcia. Monitora la posizione dell’auto all’interno della corsia di marcia e avverte il conducente se si sta allontanando dalla corsia senza aver azionato gli indicatori di direzione.
- FARI ADATTIVI: sistema che orienta i fasci di luce in base all’inclinazione della parte frontale dell’auto, per mantenere sempre una corretta illuminazione della strada. Ad esempio, quando si decelera, la parte frontale dell’auto si flette verso il basso, e in questo caso i fasci di luce vengono orientati verso l’alto per compensare l’inclinazione.

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il simulatore auto GuidaTuPro

Se non si inverte la tendenza, nel 2030 gli incidenti stradali saranno la quinta causa di morte nel mondo (oggi sono la nona). Ecco perché L‘ONU ha ufficialmente lanciato il Decennio di iniziative 2011-2020 per la sicurezza stradale, invitando i singoli Paesi a programmare un piano di interventi incentrato su 5 punti fondamentali:

1. Gestione della sicurezza stradale: qualsiasi intervento non può prescindere da un adeguato monitoraggio degli incidenti e delle loro cause, per elaborare strategie di prevenzione e sicurezza la cui efficacia deve essere ugualmente valutata.

2. Sicurezza delle strade: elaborare un piano di valutazione delle infrastrutture esistenti, per implementarne la sicurezza soprattutto nei confronti degli utenti deboli: pedoni, ciclisti, disabili.

3. Veicoli: incentivare l’acquisizione e l’adozione delle tecnologie di ultima generazione per la sicurezza attiva e passiva dei veicoli, favorendo anche l’istituzione di standard globali e programmi di incentivi.

4. Utenti della strada:
sensibilizzare maggiormente all’uso delle cinture di sicurezza (per le auto) e caschi (per le due ruote), al rispetto dei limiti di velocità e delle altre norme del codice della strada, educare sui rischi legati alla guida in stato di ebbrezza e sotto effetto di stupefacenti.

5. Post-incidente: Rendere più efficiente la rete di intervento post-incidente, per fornire sostegno tempestivo alle vittime della strada e adeguati programmi di riabilitazione.

In Italia l’iniziativa del’ONU è stato rilanciato e appoggiato dall’ACI. “Per ogni euro investito avremo un risparmio in costi sociali di 20 euro e significativi miglioramenti della qualità della mobilità“, ha sottolineato Enrico Gelpi, presidente dell’ACI. Un motivo in più per scommettere sulla prevenzione degli incidenti e sull’educazione stradale.

Fonte: repubblica.it

simulazione guida auto

Incidente con il simulatore GuidaTuPro

Incoraggianti i dati sugli incidenti stradali nel 2009: secondo i dati Aci-Istat, l’anno scorso ci sono stati 215.405 incidenti (diminuzione dell’1,6% rispetto al 2008) e soprattutto il 10,3% in meno di morti (sono stati 4.237: un dato comunque impressionante). Diminuiscono anche i feriti: -1.1%. Se il trend verrà confermato anche quest’anno, l’Italia potrebbe arrivare vicina al traguardo fissato dall’UE, che imponeva in dieci anni un dimezzamento dei morti sulle strade rispetto ai dati del 2000. Attualmente la riduzione è al 40,3% e ci colloca comunque soltanto all’ottavo posto in Europa, considerato che altri Paesi hanno già ampiamente raggiunto il risultato: tra questi ci sono Lettonia (-54%), Spagna (-53%), Estonia (-50%) e Portogallo (-50%).

Le ragioni di questo ritardo? Secondo Mauro Fabris, Presidente della Commissione Studio sulla Sicurezza Stradale, oltre al minore investimento dello Stato sul fronte della sicurezza stradale, la colpa è anche della scarsa sensibilità degli automobilisti italiani alla guida sicura. Il che però chiama in causa anche le responsabilità istituzionali, che hanno sempre sottovalutato il problema. Ma – aggiungiamo noi – il discorso probabilmente è più ampio e chiama in causa il sistema-Paese: finché si continua ad investire per sostenere il mercato dell’auto (puntando a vendere sempre più auto e moto, e sempre più veloci e potenti) a scapito di servizi pubblici e mobilità sostenibile, la battaglia per avere strade più sicure assomiglierà a una battaglia contro i mulini a vento.

Fonti: repubblica.it, omniauto.i

simulatore guida moto

Uno degli scenari di GuidaTuMoto

I simulatori di guida stanno diventando uno strumento imprescindibile per l’educazione stradale. Lo conferma l’iniziativa dell’ACI chiamata “Ready2go”, che nei prossimi anni intende promuovere un metodo di “guida sicura” presso le autoscuole che fanno parte del proprio network. E per farlo ci si avvarrà proprio di un simulatore di guida, che gli allievi potranno usare sotto la supervisione di un istruttore, per imparare a muoversi nel traffico e ad affrontare situazioni di pericolo.

Un’ulteriore iniziativa che si affianca, ad esempio, a quella dell’Osservatorio per l’educazione stradale e la sicurezza della Regione Emilia Romagna, che già da tempo mette a disposizione delle scuole superiori della regione che ne fanno richiesta il simulatore GuidaTuMoto: è ormai un fatto che l’educazione stradale di ultima generazione non può fare a meno delle opportunità offerte dalla tecnologia.

Fonte: repubblica.it

 
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