La moto è più di un mezzo di trasporto, è una passione. Ma in troppi casi si trasforma in una passione fatale: lo confermano i dati del Rapporto DEKRA 2010 sulla Sicurezza Stradale, presentato in questi giorni all’EICMA, il Salone Internazionale del Ciclo e Motociclo in programma a Milano. Nel 2008 si sono verificati 5.126 incidenti mortali che hanno coinvolto i motociclisti, dato che equivale a circa il 14% del totale di 37.234 vittime della strada nei 27 Paesi dell’UE. A preoccupare, però, è il fatto che mentre in alcuni Paesi europei, dal 2001 al 2008, si è assistito a una diminuzione dei motociclisti morti sulla strada (-32% in Germania, -25% in Francia), in Italia è successo il contrario, con un aumento del 28%: da 848 a 1.086 morti. Quella dei motociclisti si conferma insomma la categoria di utenti della strada più a rischio di incidente, insieme a pedoni e ciclisti. “C’è necessità di una maggiore cultura del conducente, di profonda conoscenza del sistema veicolo oltre che di rispetto per le regole, sia quelle dettate dal Codice, che quelle del buon senso” ha detto Marco Mauri, amministratore e portavoce di Dekra per l’Italia.

Il sottosegretario al Ministero delle Infrastrutture e trasporti, Giuseppe Reina, ha affermato che il Ministero ha attivato alcuni protocolli di intesa per la realizzazione di corsi di guida sicura avanzata, mentre i ministri Matteoli e Gelmini hanno sottoscritto un provvedimento che istituisce un Comitato scientifico per la creazione di iniziative di educazione stradale da portare nelle scuole.

Su tutto questo è apparsa come una stonatura la sparata di Marco Lucchinelli, ex pilota e campione mondiale, che in chiusura della presentazione del Rapporto ha dichiarato: “Ok la sicurezza, va bene casco, protezioni, abs e via dicendo, ma… il divieto di 50 km/h aveva senso 50 anni fa! A 50 orari, oggi, si va nella corsia box di casa!”. Visto che proprio Lucchinelli figura tra gli istruttori dei corsi specialistici per bikers istituiti dalla Dekra, forse sarebbe opportuno, quando si parla di educazione alla sicurezza stradale, scegliere meglio testimonial e insegnanti di guida sicura.

Aggiornamento

Riceviamo e pubblichiamo:

Spett.le redazione,
tengo a precisare, relativamente a quanto da voi scritto sulla citazione del campione Lucchinelli, nostro istruttore di sicurezza stradale, che la frase detta in occasione della presentazione del report in fiera voleva essere solo una “battuta” per sdrammatizzare quanto evidenziato nel report e che di sicuro non entusiasma i colleghi centauri. Lo stesso Lucchinelli si è mostrato, da buon istruttore, sensibile a tutte le iniziative “per la sicurezza”. Mi rammarica apprendere che, come di consueto, quanto asserito in tono “scherzoso” possa essere travisato e storpiato nel significato. Altre testate e altri colleghi giornalisti hanno avuto modo di partecipare all’evento riuscendo a comprendere fino in fondo quanto indicato dagli interventi dei relatori.
Resto comunque a vostra disposizione per ulteriori dettagli pregandovi di pubblicare quanto appena descritto per giusta informazione dei lettori.
Grazie della collaborazione, i migliori saluti,
Ferdinando Cavaleri

La dichiarazione di Lucchinelli, virgolettata, è apparsa su varie news pubblicate online, tra cui www.moto.it. Non mettiamo in discussione l’impegno e la serietà di Lucchinelli come istruttore, né la validità dell’iniziativa. Prendiamo atto del fatto che la sua fosse una battuta, ma ci sembra comunque una battuta infelice.

La redazione

Una rispsota to “Aumentano gli incidenti mortali in moto. I dati del rapporto EKRA”

  1. Ferdinando scrive:

    Spett.le redazione,
    tengo a precisare, relativamente a quanto da voi scritto sulla citazione del campione Lucchinelli, nostro istruttore di sicurezza stradale, che la frase detta in occasione della presentazione del report in fiera voleva essere solo una “battuta” per sdrammatizzare quanto evidenziato nel report e che di sicuro non entusiasma i colleghi centauri. Lo stesso Lucchinelli si è mostrato, da buon istruttore, sensibile a tutte le iniziative “per la sicurezza”. Mi rammarica apprendere che, come di consueto, quanto asserito in tono “scherzoso” possa essere travisato e storpiato nel significato. Altre testate e altri colleghi giornalisti hanno avuto modo di partecipare all’evento riuscendo a comprendere fino in fondo quanto indicato dagli interventi dei relatori.
    Resto comunque a vostra disposizione per ulteriori dettagli pregandovi di pubblicare quanto appena descritto per giusta informazione dei lettori.
    Grazie della collaborazione, i migliori saluti,
    Ferdinando Cavaleri

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