I danni sociali provocati dall’abuso di alcolici sono maggiori di quelli derivanti da eroina, cocaina e altre sostanze stupefacenti. Lo afferma il prof. David Nutt, in uno studio pubblicato su Lancet insieme al farmacologo Leslie King e all’economista Lawrence Philips. Calcolando il solo danno individuale, l’alcol si trova al quarto posto rispetto ad altre sostanze che provocano dipendenza; ma considerando il danno sociale (cioè le conseguenze sulla comunità, dai conflitti familiari ai costi economici) si trova al primo posto, risultando tre volte più dannoso della cocaina e del tabacco e cinque volte più del mefedrone.
Lo studioso chiede che vengano prese misure per contrastare gli effetti dell’alcolismo “passivo”, così come è stato fatto per il “fumo passivo”. Come ben sappiamo, tra i costi sociali dell’abuso di alcol rientrano anche gli incidenti stradali, spesso provocati da automobilisti che guidano in stato di ebbrezza.
È bene ricordare che il nuovo codice della strada prevede il tasso alcolemico zero per neopatentati e autisti di professione. Resta il fatto che i controlli sono ancora insufficienti, visto che nel 2009 soltanto l’11% dei fermati dalle forze dell’ordine è stato sottoposto all’etilotest (dati dell’Istituto Superiore di Sanità). Aldilà di norme e controlli, si tratta di lavorare sulla prevenzione, diffondendo tra giovani e adulti la consapevolezza sui rischi e le conseguenze derivanti dal mettersi al volante dopo aver bevuto alcolici.
Fonte: repubblica.it



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