Tra le novità introdotte dalle modifiche di luglio al Codice della Strada, c’è quella che prevede la possibilità di conversione della pena per chi viene fermato mentre guida in stato di ebbrezza. Il soggetto, purché non abbia causato un incidente, ha la possibilità di vedere la pena detentiva e pecunaria trasformata in prestazione di un’attività non retribuita a favore della collettività. Ed è esattamente quanto è capitato a un giovane di Ciriè, in provincia di Torino, che un anno fa, dopo essere stato fermato dai carabinieri, è risultato positivo al test dell’etilometro. Erano quindi seguiti la sospensione della patente, il blocco e la confisca della macchina e la denuncia per guida in stato di ebbrezza. Successivamente la condanna (tre mesi di carcere e 2400 euro di multa) è stata trasformata in 29 giorni di impiego a paga zero come stradino-giardiniere-addetto al cimitero per il comune di Giaveno.
Una prassi, quella della pena da scontare in attività gratuite a favore della società, che in altri Stati è attiva già da tempo, e che potenzialmente può avere funzioni maggiormente rieducative rispetto alle pene tradizionali. Unico appunto: secondo quanto stabilisce la legge, l’attività di pubblica utilità andrebbe in questo caso svolta in via prioritaria nel campo della sicurezza e dell’educazione stradale, altrimenti il suo valore “educativo” rischia di perdersi. L’incarico di netturbino non ci sembra esattamente in linea con queste disposizioni: speriamo che in futuro si arrivi a un’applicazione più consona della legge.
Fonte: repubblica.it












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