È finalmente online il nuovo sito di GuidaTuPro, con video, immagini, brochure sul simulatore di guida professionale di Koala Games e tante novità, come la possibilità di calcolare il preventivo.

Completamente rinnovata la grafica del sito: al centro della homepage spicca il video in streaming che mostra molteplici esempi di simulazione di guida, con i vari scenari e le missioni di guida. Dal sito è poi possibile scaricare la brochure illustrativa e la brochure tecnica di GuidaTuPro, oltre a nuove immagini e nuovi filmati.

Sulla colonna sinistra ci sono informazioni dettagliate sui vantaggi e sulle potenzialità legate all’utilizzo del simulatore per pubbliche amministrazioni, autoscuole, associazioni e cooperative sociali, agenzie di eventi. Le informazioni su GuidaTuPro sono divise per tematiche, dalle Lezioni di Guida agli Scenari, dalla Guida pratica alla Guida sicura, con una descrizione dettagliata dei singoli moduli software.

Scopri tutte le novità su www.guidatupro.it

GuidaTuAuto, il simulatore di guida accessibile di Koala Games

Un italiano su tre videogioca (dati Aesvi 2009), ma nonostante la grande diffusione i videogiochi non sono accessibili a tutti. Capita così che le persone disabili, molte delle quali già utilizzano il computer grazie agli opportuni ausilii, non abbiano la possibilità di cimentarsi con simulatori, adventures, “sparatutto” e simili: i quali – nonostante vengano prodotti con mezzi sempre più sofisticati e nelle tipologie più diverse – non sono progettati secondo i criteri dell’accessibilità.

Ecco perché l’Osservatorio per l’educazione e la sicurezza stradale della Regione Emilia Romagna ha realizzato, con la collaborazione di Koala Games – software-house italiana specializzata in videogiochi ludodidattici –, GuidaTuAuto: il primo simulatore di guida 3D totalmente accessibile dedicato alle quattro ruote.

GuidaTuAuto verrà presentato ad Handimatica, la mostra-convegno nazionale dedicata alle tecnologie informatiche e telematiche utilizzate a beneficio delle persone disabili in programma dal 25 al 27 novembre a Bologna, presso la Fondazione Aldini Valeriani.

Il videogioco, che permette di affrontare diverse situazioni di viabilità urbana ed extraurbana anche in condizioni meteorologiche avverse o di simulare la guida in stato di ebbrezza o sotto effetto di stupefacenti, è per la prima volta utilizzabile anche da persone con disabilità motorie. Ciò è possibile grazie a controlli completamente configurabili: dalla correzione della traiettoria del veicolo fino alla guida totalmente automatica. In quest’ultima, per esempio, l’utente può scegliere la direzione da far seguire al veicolo all’incrocio successivo, tramite un controllo a scansione di tasti.

GuidaTuAuto – e questa è l’altra buona notizia – non costa niente: la Regione Emilia Romagna fornisce infatti il dvd-rom gratuitamente a tutti gli utenti disabili e a chi opera con loro, oltre che a tutte le scuole e agli operatori di Educazione Stradale attivi sul territorio regionale.

simulazione guida 3d

I dispositivi che rendono GuidaTuAuto totalmente accessibile

“Rendere i videogiochi accessibili costerebbe poco – spiega il team di Koala Games – e oltre a permettere un grande passo in avanti nel cammino dell’integrazione, potrebbe avere un valore commerciale non da poco, grazie alla quantità non indifferente di potenziali nuovi clienti”.

Per informazioni:

Osservatorio per l’educazione e la sicurezza stradale
osseducstrad@regione.emilia-romagna.it
http://osservatorioeducazionestradale.regione.emilia-romagna.it/
Tel. 051/5273816

Koala Games
info@koalagames.it
www.guidatuauto.it
Tel. 051/556665

simulazione guida auto

Incidente con il simulatore GuidaTuPro

Incoraggianti i dati sugli incidenti stradali nel 2009: secondo i dati Aci-Istat, l’anno scorso ci sono stati 215.405 incidenti (diminuzione dell’1,6% rispetto al 2008) e soprattutto il 10,3% in meno di morti (sono stati 4.237: un dato comunque impressionante). Diminuiscono anche i feriti: -1.1%. Se il trend verrà confermato anche quest’anno, l’Italia potrebbe arrivare vicina al traguardo fissato dall’UE, che imponeva in dieci anni un dimezzamento dei morti sulle strade rispetto ai dati del 2000. Attualmente la riduzione è al 40,3% e ci colloca comunque soltanto all’ottavo posto in Europa, considerato che altri Paesi hanno già ampiamente raggiunto il risultato: tra questi ci sono Lettonia (-54%), Spagna (-53%), Estonia (-50%) e Portogallo (-50%).

Le ragioni di questo ritardo? Secondo Mauro Fabris, Presidente della Commissione Studio sulla Sicurezza Stradale, oltre al minore investimento dello Stato sul fronte della sicurezza stradale, la colpa è anche della scarsa sensibilità degli automobilisti italiani alla guida sicura. Il che però chiama in causa anche le responsabilità istituzionali, che hanno sempre sottovalutato il problema. Ma – aggiungiamo noi – il discorso probabilmente è più ampio e chiama in causa il sistema-Paese: finché si continua ad investire per sostenere il mercato dell’auto (puntando a vendere sempre più auto e moto, e sempre più veloci e potenti) a scapito di servizi pubblici e mobilità sostenibile, la battaglia per avere strade più sicure assomiglierà a una battaglia contro i mulini a vento.

Fonti: repubblica.it, omniauto.i


Anche la Fondazione Ania lancia l’allarme: in Italia il numero di decessi su moto e scooter è il più alto d’Europa. Secondo i dati relativi al 2008 e presentati in uno studio della fondazione, infatti, sono morti 1380 centauri sulle strade italiane: il 29,2% del totale dei decessi. Si muore soprattutto sulle strade di città (oltre la metà, secondo i dati dell’Ania), mentre la fascia d’età più colpita è quella tra i 30 e i 44 anni (che d’altra parte è quella che più circola sulle due ruote) seguita dai giovani tra i 25 e i 29 anni (14%).

Le cause di questa ecatombe sono legate in parte alle infrastrutture (la pessima manutenzione della rete viaria italiana), ma fanno la loro parte anche l’uso scorretto del casco e degli equipaggiamenti e la scarsa attenzione dei motociclisti. Ecco perché Sandro Salvati, presidente della Fondazione, sottolinea la necessità di maggiore educazione e attenzione alle due ruote.

“È indispensabile convincere le persone a utilizzare in modo corretto il casco e ad indossare l’abbigliamento adeguato, ma anche lavorare nel miglioramento delle strade e delle infrastrutture tenendo in cosiderazione le necessità specifiche dei mezzi a due ruote” ha spiegato Salvati intervenendo all’Eicma, il Salone internazionale del ciclo e motociclo. Non solo: occorre lavorare sulla formazione dei conducenti e degli altri utenti della strada.

Fonte: corriere.it

Ecco perché Guidatu Moto, il simulatore di guida su due ruote di Koala Games, ha un menu dedicato ai dispositivi di sicurezza, in cui l’utente deve scegliere il tipo di casco, se allacciarlo o meno (con le ovvie conseguenze in caso di incidente), e quali altri equipaggiamenti e indumenti indossare prima di mettersi alla guida. Perché la sicurezza inizia prima della guida!


La moto è più di un mezzo di trasporto, è una passione. Ma in troppi casi si trasforma in una passione fatale: lo confermano i dati del Rapporto DEKRA 2010 sulla Sicurezza Stradale, presentato in questi giorni all’EICMA, il Salone Internazionale del Ciclo e Motociclo in programma a Milano. Nel 2008 si sono verificati 5.126 incidenti mortali che hanno coinvolto i motociclisti, dato che equivale a circa il 14% del totale di 37.234 vittime della strada nei 27 Paesi dell’UE. A preoccupare, però, è il fatto che mentre in alcuni Paesi europei, dal 2001 al 2008, si è assistito a una diminuzione dei motociclisti morti sulla strada (-32% in Germania, -25% in Francia), in Italia è successo il contrario, con un aumento del 28%: da 848 a 1.086 morti. Quella dei motociclisti si conferma insomma la categoria di utenti della strada più a rischio di incidente, insieme a pedoni e ciclisti. “C’è necessità di una maggiore cultura del conducente, di profonda conoscenza del sistema veicolo oltre che di rispetto per le regole, sia quelle dettate dal Codice, che quelle del buon senso” ha detto Marco Mauri, amministratore e portavoce di Dekra per l’Italia.

Il sottosegretario al Ministero delle Infrastrutture e trasporti, Giuseppe Reina, ha affermato che il Ministero ha attivato alcuni protocolli di intesa per la realizzazione di corsi di guida sicura avanzata, mentre i ministri Matteoli e Gelmini hanno sottoscritto un provvedimento che istituisce un Comitato scientifico per la creazione di iniziative di educazione stradale da portare nelle scuole.

Su tutto questo è apparsa come una stonatura la sparata di Marco Lucchinelli, ex pilota e campione mondiale, che in chiusura della presentazione del Rapporto ha dichiarato: “Ok la sicurezza, va bene casco, protezioni, abs e via dicendo, ma… il divieto di 50 km/h aveva senso 50 anni fa! A 50 orari, oggi, si va nella corsia box di casa!”. Visto che proprio Lucchinelli figura tra gli istruttori dei corsi specialistici per bikers istituiti dalla Dekra, forse sarebbe opportuno, quando si parla di educazione alla sicurezza stradale, scegliere meglio testimonial e insegnanti di guida sicura.

Aggiornamento

Riceviamo e pubblichiamo:

Spett.le redazione,
tengo a precisare, relativamente a quanto da voi scritto sulla citazione del campione Lucchinelli, nostro istruttore di sicurezza stradale, che la frase detta in occasione della presentazione del report in fiera voleva essere solo una “battuta” per sdrammatizzare quanto evidenziato nel report e che di sicuro non entusiasma i colleghi centauri. Lo stesso Lucchinelli si è mostrato, da buon istruttore, sensibile a tutte le iniziative “per la sicurezza”. Mi rammarica apprendere che, come di consueto, quanto asserito in tono “scherzoso” possa essere travisato e storpiato nel significato. Altre testate e altri colleghi giornalisti hanno avuto modo di partecipare all’evento riuscendo a comprendere fino in fondo quanto indicato dagli interventi dei relatori.
Resto comunque a vostra disposizione per ulteriori dettagli pregandovi di pubblicare quanto appena descritto per giusta informazione dei lettori.
Grazie della collaborazione, i migliori saluti,
Ferdinando Cavaleri

La dichiarazione di Lucchinelli, virgolettata, è apparsa su varie news pubblicate online, tra cui www.moto.it. Non mettiamo in discussione l’impegno e la serietà di Lucchinelli come istruttore, né la validità dell’iniziativa. Prendiamo atto del fatto che la sua fosse una battuta, ma ci sembra comunque una battuta infelice.

La redazione

simulatore guida stato di ebbrezza

GuidaTuPro permette di simulare la guida in stato di ebbrezza

I danni sociali provocati dall’abuso di alcolici sono maggiori di quelli derivanti da eroina, cocaina e altre sostanze stupefacenti. Lo afferma il prof. David Nutt, in uno studio pubblicato su Lancet insieme al farmacologo Leslie King e all’economista Lawrence Philips. Calcolando il solo danno individuale, l’alcol si trova al quarto posto rispetto ad altre sostanze che provocano dipendenza; ma considerando il danno sociale (cioè le conseguenze sulla comunità, dai conflitti familiari ai costi economici) si trova al primo posto, risultando tre volte più dannoso della cocaina e del tabacco e cinque volte più del mefedrone.

Lo studioso chiede che vengano prese misure per contrastare gli effetti dell’alcolismo “passivo”, così come è stato fatto per il “fumo passivo”. Come ben sappiamo, tra i costi sociali dell’abuso di alcol rientrano anche gli incidenti stradali, spesso provocati da automobilisti che guidano in stato di ebbrezza.

È bene ricordare che il nuovo codice della strada prevede il tasso alcolemico zero per neopatentati e autisti di professione. Resta il fatto che i controlli sono ancora insufficienti, visto che nel 2009 soltanto l’11% dei fermati dalle forze dell’ordine è stato sottoposto all’etilotest (dati dell’Istituto Superiore di Sanità).  Aldilà di norme e controlli, si tratta di lavorare sulla prevenzione, diffondendo tra giovani e adulti la consapevolezza sui rischi e le conseguenze derivanti dal mettersi al volante dopo aver bevuto alcolici.

Fonte: repubblica.it

Il nuovo codice della strada ha introdotto norme più severe per il rinnovo della patente degli over 75, e questo sarebbe un passo in avanti per la sicurezza stradale in Italia. Peccato che tutto questo si traduca in lungaggini burocratiche, esami costosissimi a carico degli utenti e pochissimi uffici sul territorio: tutti fattori che trasformano la pratica di rinnovo in un percorso ad ostacoli rendendola – come denuncia il quotidiano Repubblica – di fatto impossibile.

Le novità introdotte infatti prevedono l’istituzione di una commissione medica incaricata di stabilire l’idoneità o meno dell’automobilista alla guida, sulla base di una serie di esami specialistici. Per chi richiede il rinnovo, le difficoltà iniziano dal reperire gli uffici con le “commissioni speciali” che si occupano della pratica: che sono pochissimi, con orari ridotti e file chilometriche agli sportelli. Lunga la lista dei documenti da presentare, che include la fotocopia della patente e del codice fiscale, l’autocertificazione di un modello apposito, più ricevute di bollettini e marche da bollo varie. Poi c’è la visita medica, con diciassette esami da superare, da effettuare in tempi impossibili (viste le liste d’attesa dei nostri ospedali) e a proprie spese. Dopo tutto ciò, la commissione potrebbe richiedere ulteriori “consulenze specialistiche o relazione psicoattitudinale”. Un iter che, nella migliore delle ipotesi, potrebbe durare sei mesi; e per chi ha più di 75 anni, dopo un anno e mezzo dovrebbe rifare tutto daccapo, visto che l’obbligo del rinnovo è biennale.

Fonte: repubblica.it

 
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