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La postazione di guida simulata del progetto Overnight

Il simulatore di guida è uno strumento straordinario per sensibilizzare i giovani sui rischi dell’abuso di alcolici e sostanze stupefacenti, perché sfrutta il potere aggregante dei videogiochi. Ne è convinta Silvia Pallaver, membro dello staff che porta avanti l’innovativo progetto Overnight in Friuli. L’abbiamo contattata per farci raccontare la loro esperienza.

Ci parli del vostro progetto?

“Il progetto all’interno del quale utilizziamo il simulatore GuidaTuPro si chiama Overnight, ed è finanziato dalla Provincia di Trieste – Assessorato ai Trasporti e Assessorato Politiche per la pace e legalità e dall’Azienda per i Servizi Sanitari n° 1 “Triestina”. È nato nel 2006 da un workshop del Sert con i ragazzi di Etnoblog – Associazione Interculturale e gli educatori della Cooperativa La Quercia, ed è attuato da La Quercia – Soc.coop.soc / On Stage – Soc.coop.soc / 2001 – Agenzia Sociale e Etnoblog. L’intento era di elaborare strategie per realizzare una campagna di prevenzione sull’uso e abuso di sostanze alcoliche e stupefacenti. Overnight coniuga l’attività di riduzione del danno con la realizzazione di sistemi alternativi di trasporto: taxi a prezzi calmierati per ragazzi sotto i 25 anni (attraverso il rilascio di una card gratuita e 3 buoni da 5 euro l’uno, utilizzabili il sabato sera da mezzanotte alle 5 nella provincia di Trieste) e un servizio di bus navetta gratuito tra Trieste ed i locali notturni della baia di Sistiana. Nella zona prima si registrava un alto tassi di incidenti, mentre dopo l’istituzione del bus navetta non se ne sono praticamente più avuti! Oltre a questo facciamo campagne di sensibilizzazione e informazione stabilendo un contatto diretto con i giovani, attraverso un banchetto informativo con l’etilometro, materiale di profilassi e ora anche il simulatore di guida, che abbiamo acquistato grazie alla sponsorizzazione della compagnia assicurativa Allianz, che ha riscosso molto successo tra i ragazzi”.

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Una ragazza prova il GuidaTuPro in versione Desktop

Come mai la scelta del simulatore di guida?

“Noi siamo sempre alla ricerca di metodi innovativi per contattare i ragazzi e avere più strumenti per trasmettere determinati messaggi. Abbiamo pensato al GuidaTuPro nella versione “Desktop” perché è più pratico e facilmente trasportabile nei luoghi di aggregazione giovanile dove portiamo avanti la nostra campagna. C’è sempre un nostro operatore addetto al simulatore, perché è importante trasmettere il messaggio che il simulatore non ha una funzione meramente ludica: infatti permette di provare in maniera molto realistica che cosa vuol dire guidare sotto effetto di stupefacenti o in stato di ebbrezza, grazie alla possibilità di selezionare le condizioni psicofisiche di guida”.

Com’è l’approccio dei ragazzi?

“Ci sono quelli che magari hanno realmente bevuto o sono in stato “alterato” e vogliono provare il simulatore per valutare le proprie condizioni prima di mettersi in macchina: in tal caso non attiviamo nessun tipo di funzionalità legate alle condizioni psicofisiche di partenza, ma ci limitiamo a vedere le loro reazioni alla guida. Poi ci sono quelli che, pur non avendo bevuto, vengono attirati perché vedono il volante, i pedali, la gente che gioca, e allora si incuriosiscono e vogliono provare: in quel caso allora selezioniamo la guida sotto effetto di sostanze stupefacenti o alcolici”.

L’uso del simulatore vi aiuta a veicolare il discorso sulla prevenzione?

“Sicuramente sì. le persone che l’hanno provato ci dicono che è molto realistico, grazie anche alla pedaliera e al volante: ricrea la situazione di guida, compresi quelli che sono gli imprevisti della strada (noi tendiamo a impostare la disciplina di pedoni e altri veicoli abbastanza bassa, proprio per testare i riflessi: una cosa secondo noi molto importante anche sulla strada “reale”). Quello dei videogiochi è un canale di attrazione che funziona con i ragazzi, in più crea una situazione molto originale, che ci dà lo spunto per parlare di altro e fare informazione. Con l’estate poi cominceremo ad usarlo nelle discoteche all’aperto della baia di Sistiana, e siamo certi che ci sarà grande affluenza! Per noi è fondamentale organizzare bene la postazione: bisogna evitare che venga vista come un gioco, come una sfida, della serie “ti faccio vedere che anche se ho bevuto due birre riesco a finire la prova”. Questo vale anche per l’etilometro: se viene usato in modo sbagliato i ragazzi lo provano solo per far vedere agli amici “a che livello sono arrivati”, mentre invece bisogna sempre calarlo in una situazione di prevenzione. Allo stesso modo, il simulatore deve essere gestito da operatori formati che sappiano utilizzarlo nel modo più giusto. Così diventa uno strumento formidabile, anche come capacità di attrazione. Che è il problema principale per i progetti di strada: il riuscire ad attirare i ragazzi, soprattutto quando ci si trova in contesti di divertimento come le discoteche”.

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Il simulatore di guida permette di entrare in contatto coi giovani e di sensibilizzarli

Chi lo usa di più?

“Più i maschi che le femmine. Il “fattore videogioco” permette però di agganciare anche fruitori più grandi, il che è interessante. Le persone più adulte in questi contesti sono meno disposte a provare l’etilometro, a mettersi in discussione, mentre con l’opzione del simulatore e quindi del videogioco arrivano persone anche di 40-45 anni, il che è importante: il videogioco abbatte anche le barriere d’età“.

guida sicuraAttraversare la carreggiata dell’autostrada, tra le auto in corsa, e filmare l’ “impresa” per caricarla su YouTube. È questa la bravata che ha visto un gruppo di tredici adolescenti rischiare stupidamente la vita su un tratto ligure dell’A7 Milano-Genova, in un rettilineo tra Bolzaneto e Rivarolo. I ragazzi, tutti di età compresa tra i 14 e i 16 anni, sono stati bloccati dalla Polizia stradale. Con gli agenti si sono giustificati dicendo: “Non abbiamo fatto niente di male”. La Polizia ha trovato sui videofonini dei giovani le immagini del loro gioco mortale, già pronte a finire sul web. Ancora più grave e sconcertante è stata però la reazione di alcuni genitori dei ragazzi: non solo hanno preso la loro difesa, ma hanno anche accusato gli agenti di esagerare, quando questi hanno reso noto che avrebbero avvertito il Tribunale dei minori.

Ancora una volta emerge la grave responsabilità degli adulti come cattivi modelli di comportamento per i propri figli. Ennesima dimostrazione del fatto che una cultura del rispetto delle regole della strada (e non solo…) per essere efficace deve coinvolgere anche i genitori e le famiglie nel loro insieme.

Fonte: www.repubblica.it

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Il concorso è rivolto alle scuole di 1° e 2° grado

Il modo migliore per promuovere la sicurezza stradale tra i giovani è quello di coinvolgerli direttamente nelle attività di sensibilizzazione sul tema. Con questo obiettivo, l’Adiconsum ha lanciato il concorso “Uno spot per la vita”, rivolto a tutte le scuole secondarie di 1° e 2° grado. Gli studenti sono chiamati a realizzare uno spot/videoclip incentrato sulla sicurezza stradale, e rivolto in particolare ai giovani tra gli 11 e i 26 anni. Gli spot realizzati saranno selezionati da una giuria di esperti, e per i primi 3 classificati sono previsti premi del valore, rispettivamente, di 1.200, 1.000 e 800 euro. Il termine ultimo per l’invio dei lavori è il 30 settembre 2010.

Il concorso rientra nel progetto “Guida sicura. Un patto per i giovani”, promosso in collaborazione con Anvu (Associazione Polizia Locale d’Italia) e con il contributo dell’Ania (Associazione Nazionale fra le Imprese Assicuratrici), che prevede, oltre al concorso, anche incontri nelle scuole di Lombardia, Emilia Romagna, Toscana, Campania e Lazio, e la realizzazione di una guida e di tre brochure che verranno distribuite gratuitamente ai ragazzi e alle famiglie.

Per scaricare il regolamento e il modulo per l’iscrizione al concorso, clicca qui.

Fonte: www.adiconsum.it

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L'infopoint con il simulatore di guida

“Un’esperienza positiva” quella della ULSS di Bussolengo, che ha inserito l’uso del simulatore 3D GuidaTuPro in alcune attività di sensibilizzazione di giovani e adulti sui rischi della guida sotto effetto di alcolici e/o sostanze stupefacenti. Ne abbiamo parlato con Andrea Saccani e Ilario Ceschi, rispettivamente Educatore Professionale e Psicologo dell’Unità di Prevenzione Dipendenze Ser.T di Bussolengo, che ci hanno raccontato il progetto.

Come è nata la vostra iniziativa e qual era il suo obiettivo?

“L’iniziativa è nata un anno fa con l’acquisto attraverso un progetto regionale del programma del simulatore GuidaTuPro creato dalla Koala Games per la guida con autoveicoli; tale programma, economicamente più accessibile nella versione ‘desktop’ (mentre invece la versione completa sarebbe un po’ troppo cara per una piccola realtà locale) è stato acquistato nel kit ridotto “programma più comandi” e poi integrato col sedile di guida acquistato su Internet attraverso siti dedicati e poi assemblato dagli operatori. Il simulatore è stato acquistato per essere usato nell’ambito di sagre e feste della birra, dove come ULSS siamo presenti con un infopoint sul bere consapevole, ed è stato utilizzato per la sua capacità di attrazione”.

Quali sono state le fasi del progetto?

“Dopo una prima fase di apprendimento dell’uso dello strumento da parte degli operatori, c’è stata la sperimentazione e l’approccio da parte di ragazzi e adulti, che è stata assolutamente positiva. Il simulatore viene usato all’interno dei due progetti Tutor e “Prevenzione incidenti a scuola”, lasciando provare ai ragazzi una guida virtuale sotto l’effetto di alcolici e/o stupefacenti, mentre nel caso dell’infopoint abbiamo limitato l’uso del simulatore solo ai patentati, per tagliare fuori dall’esperimento l’orda di ragazzini attratti dal gioco”.

Com’è strutturato esattamente l’infopoint?

“L’uso del simulatore è affiancato a prove alcolimetriche e informazioni sul bere consapevole. Si utilizza il simulatore al’esterno dell’infopoint proiettando l’immagine su un maxischermo o un televisore in modo molto appariscente e attrattivo, facendo provare una “guida alterata” e invitando poi il fruitore a raccontare come percepiva i suoi riflessi e la sua esperienza di guida. L’obiettivo primario (l’unico accettabile in un contesto di questo tipo) è quello di salvaguardare la patente evitandone il ritiro; successivamente, però, attraverso le tecniche del colloquio motivazionale, gli operatori spingono i fruitori a riflettere sul senso del bere, e sui danni e le conseguenze che questo comporta”.

E per quanto riguarda l’esperienza con le scuole?

“In questo caso si tratta di un approccio diverso. Qui il simulatore di guida funge da momento sì attrattivo, ma soprattutto di stimolo alla discussione: in tale contesto infatti è possibile far provare e vedere le differenze della guida nelle diverse situazioni e partire da queste per un confronto ed una discussione con i ragazzi”.

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Il simulatore GuidaTuPro viene usato per testare la guida sotto effetto di alcolici in feste e sagre

Avete potuto trarre conclusioni dalle sessioni di guida simulata fatte? Com’erano in generale i comportamenti di guida simulata?

“I comportamenti alla guida dipendono molto dal contesto e dal pubblico che c’è intorno ai ragazzi; ci sono quelli che prendono la cosa seriamente (si percepisce una riflessione sull’attività), mentre altri si mettono alla guida tanto per fare. L’ideale sarebbe far fare loro una doppia guida, una da lucidi e una in stato psicofisico virtuale “alterato”, per poter verificare il reale impatto sulla guida dovuto all’abuso di sostanze alcoliche, piuttosto che porre l’attenzione sulle inevitabili differenze tra un’auto vera e un simulatore”.

Eventuali progetti per il futuro?

“Sicuramente un’implementazione dell’attività, stando però attenti a non “svendere” e a non inflazionare il simulatore per non renderlo troppo accessibile: in alcuni casi, per esempio, l’utilizzo è stato “regalato” come premio per la compilazione di questionari. Un’altra ipotesi di utilizzo potrebbe essere quella di realizzare un contesto “più protetto” in cui elaborare un percorso preciso: una specie di scuola guida virtuale con più postazioni dove far provare le diverse modalità di guida a un gruppo limitato di ragazzi, passando da condizioni di “sballo” (guida simulata sotto effetto di alcol o stupefacenti) a condizioni di lucidità. Interessante potrebbe essere anche l’utilizzo del “GuidaTu Moto” per i ragazzi senza patente”.

Quale bilancio complessivo potete fare di questa esperienza?

“Diremmo positiva, accattivante, di richiamo: i fruitori si sono mostrati curiosi e interessati. Soprattutto, questo strumento offre un modo di comunicare con i ragazzi attraverso un linguaggio – come quello dei videogiochi – a loro molto consono”.

educazione stradale

La locandina del Progetto Icaro 2010

Si chiama “Progetto Icaro”, ed è una campagna di sensibilizzazione sulla sicurezza stradale promossa dalla Polizia di Stato, ministero dell’Istruzione e Ania (Associazione nazionale fra le imprese assicuratrici). L’iniziativa, giunta alla decima edizione, è rivolta a giovani e adolescenti e quest’anno coinvolge anche le famiglie dei ragazzi, chiamate a partecipare a incontri con insegnanti e operatori della Polizia. L’intento è quello di diffondere, soprattutto tra gli under 30 (tra i quali si muore di più a causa di incidenti stradali che per droga o malattie), abitudini e comportamenti di guida non pericolosi e rispettosi delle norme della strada. Per farlo, è necessario instaurare nei ragazzi una nuova mentalità e la consapevolezza che in ballo c’è la loro vita e quella degli altri.

In nove anni il Progetto Icaro ha toccato 160 città e coinvolto oltre 92mila studenti: un successo che nel 2009 ha spinto l’Ue a replicare il progetto anche in Euuropa, facendone l’iniziativa pilota nell’ambito del progetto “ICARUS” (Inter-Cultural Approaches for Road Users Safety) finanziato dalla Commissione Europea.

Partita il 5 marzo da Mantova, la campagna ha finora toccato le città di Genova, Arezzo, Roma e Crotone. Ecco le prossime tappe: Ragusa (19 marzo), Treviso (22 marzo), Ancona (24 marzo) e Teramo (26 marzo). Alla realizzazione del progetto Icaro collaborano il Fondo delle Nazioni Unite per l’Infanzia (Unicef), l’Ente nazionale idrocarburi (Eni), il Dipartimento di sociologia dell’Università la Sapienza di Roma e il Movimento italiano genitori (Moige).

Fonte: ministero dell’Interno

L’ecodriving, o “guida ecologica”, è uno stile di guida che offre numerosi vantaggi: riduce i consumi di carburante, le emissioni di gas serra e – non ultimo – il rischio di incidenti. È stato calcolato che questa tecnica di guida intelligente e sicura, adatta alla tecnologia dei motori moderni (cioè grosso modo quelli delle auto immatricolate dopo il 1990), porta a un risparmio medio di carburante del 5-10%. Si tratta in pratica di adottare alcuni semplici accorgimenti che però fanno la differenza. Ecco le 5 regole d’oro dell’ecodriving:

  1. Durante la guida, scala le marce passando a quella superiore il prima possibile (in genere, quando il motore è tra i 2000 e i 2500 giri).
  2. Evita brusche accelerazioni, mantenendo una velocità costante e un basso regime di giri.
  3. Guarda avanti anticipando il flusso del traffico, in modo da mantenere una guida fluida ed evitando brusche frenate e cambi di marcia.
  4. Decelera in maniera uniforme ogni volta che devi rallentare o fermarti, lasciando in anticipo l’acceleratore e usando il freno motore.
  5. Controlla spesso la pressione dei pneumatici. Una pressione troppo bassa del 25% aumenta infatti il consumo del carburante del 2%.

Oltre a questi principi base, si possono seguire altri “trucchi” e accorgimenti. Ad esempio, spegnere il motore durante le soste meno brevi, come davanti a un passaggio a livello chiuso o a un semaforo che rimane rosso a lungo. In generale, con le auto moderne, ogni volta che si prevede di fermarsi per più di 20 secondi vale la pena spegnere il motore. Un altro consiglio utile è quello di non caricare troppo l’auto. Il peso del veicolo infatti influenza molto il consumo di carburante: un’automobile di classe media di 1.500 kg, per esempio, con un carico di 100 kg consuma fino al 6,7% in più. Ancora: meglio accendere il condizionatore solo quando necessario, perché il suo utilizzo aumenta del 20% il consumo di carburante.

Per maggiori info: www.ecodrive.org

Uno strumento molto utile per fare pratica con la guida ecologica è il nostro simulatore GuidaTuPro in 3D, che permette una modalità di guida in ecodrive assolutamente realistica. Se vuoi saperne di più, clicca qui.

scuola educazione stradale videogiochi
Ragazzi provano i videogiochi per l’educazione stradale

È ormai un dato acquisito che la sicurezza stradale passa, prima di tutto, attraverso l’educazione e la prevenzione. Tutte le scuole primarie e secondarie dell’Emilia Romagna hanno la possibilità di usufruire gratuitamente di supporti didattici multimediali (videogiochi, materiali cartacei e audiovisivi) per l’educazione stradale, messi a disposizione dall’Osservatorio per l’educazione stradale e la sicurezza della Regione Emilia Romagna. Di seguito la lista dei prodotti realizzati da Koala Games che le scuole possono richiedere al proprio Ufficio Scolastico Provinciale:

- GUIDATU MOTO (dvd rom): per le scuole secondarie. Il simulatore di guida 3D di ultima generazione per le due ruote, che permette di scegliere le condizioni psico-fisiche (guida sotto l’effetto di alcolici o sostanze stupefacenti), gli scenari, l’abbigliamento, e molto altro. Contiene anche lezioni di guida e la simulazione dell’esame per l’ottenimento del patentino.

- DRIVE (cd rom): per le scuole primarie e secondarie. Il videogioco dell’educazione stradale, con Simulatore Alcol e Guida in 3D in auto e scooter, simulazione dell’esame per “patentino” e patente A e B, test ministeriali, schede didattiche.

- BICI (cd rom): per le scuole primarie e secondarie di primo grado. Il primo videogioco sulla mobilità ciclabile, dove il giocatore può percorrere in bici 8 diverse città, imparando così le regole della circolazione sulle due ruote.

- JO PEDONE (DVD-video): per le scuole primarie. Il cartone animato interattivo per imparare in modo divertente il rispetto delle regole del codice stradale. Ogni personaggio rappresenta un diverso utente della strada.

- STORIE IN STRADA (cd rom): per tutte le scuole. Permette la creazione di vere e proprie storie interattive, sotto forma di semplici videogiochi, sul tema dell’educazione stradale.

Come fare per richiedere il materiale:

  • È sufficiente inviare la richiesta (qui il modulo da compilare) al’Ufficio Scolastico Provinciale di competenza, preferibilmente via fax o, al limite, via e-mail.
  • Per l’elenco dei referenti e degli Uffici scolastici provinciali dell’Emilia Romagna, clicca qui.
  • N.B.: Per alcuni prodotti è necessario ordinare una copia per ogni pc, mentre per altri è sufficiente una copia per plesso/istituto scolastico. Per maggiori info, clicca qui.
  • A seconda del prodotto, i pc devono rispettare requisiti minimi: scopri quali cliccando qui.
Prossimamente, verranno comunicate le date delle sessioni di formazione, a cura dell’Osservatorio e di Koala Games, presso le sedi indicate dai vari USP.

Uno degli scenari di guida del simulatore GuidaTuPro

Gli incidenti stradali sono la prima causa di morte nel mondo per la fascia d’età tra i 5 e i 29 anni. È forse il dato più allarmante che emerge da un poderoso studio dell’OMS che accorpa i dati sulla sicurezza stradale raccolti nel 2008 in ben 178 Paesi.

I numeri sono da vera ecatombe: 1,2 milioni di morti sulle strade e 50 milioni di feriti ogni anno. In particolare, 9 decessi su 10 avvengono nei Paesi in via di sviluppo, dove evidentemente la sicurezza stradale non è in cima alla lista degli impegni dei governi.

A farne le spese sono soprattutto pedoni e chi viaggia su due ruote, che costituiscono la maggioranza delle vittime. Un dato, questo, confermato anche dalle numerose ricerche della Comunità Europea, e che dunque riguarda anche i Paesi più sviluppati.

Secondo l’OMS ridurre in 10 anni le vittime di incidenti stradali del 50% sarebbe un obiettivo più che perseguibile, se ci fosse la volontà politica di farlo. Molto dunque si può fare su questo fronte, sia sul fronte delle infrastrutture (soprattutto per il Terzo Mondo) che su quello della prevenzione.

(Fonte: repubblica.it)

Cambia il consumo di alcol nel nostro Paese, sempre più legato a comportamenti a rischio, come la guida in stato di ebbrezza. I dati del Ministero della Salute sono preoccupanti: tra i giovani aumenta il consumo di bevande alcoliche fuori pasto, l’abitudine a ubriacarsi e il cosiddetto “binge drinking” (bere più alcolici nella stessa serata).

Tra coloro che consumano alcol, il 26% lo fa tutti i giorni (il doppio rispetto alla media europea) il 14% lo fa da 4 a 5 volte a settimana (valore più alto in Europa) e il 34% pratica il binge driking almeno una volta a settimana (la media europea è il 28%).

Si abbassa anche l’età del primo contatto con l’alcol: 12 anni per l’Italia, rispetto ai 14 anni della media europea. Nel 2008 il 17,6% dei giovani di 11-15 anni ha consumato bevande alcoliche, in un’età al di sotto di quella legale per la somministrazione. Tra i giovani di 18-24 anni di entrambi i sessi ha consumato bevande alcoliche il 70,7%. Il consumo di alcolici fuori pasto nel 2008 ha riguardato il 31,7% dei maschi e il 21,3% delle femmine tra gli 11 e i 24 anni.

Il consumo eccessivo di alcolici ha conseguenze pesanti sul fronte della sicurezza stradale. Il più alto numero di feriti e morti si riscontra infatti nella fascia dei più giovani (29.672 feriti di 30-34 anni e 432 morti di 25-29 anni nel 2007), e la guida in stato di ebbrezza è stata la causa del 2,09% degli incidenti stradali rilevati nel 2007.

(fonte: Ministero della Salute)

Anche sul triste fenomeno della pirateria stradale (482 casi registrati dall’Osservatorio Il Centauro-Asaps nel 2009, con 91 morti e ben 592 feriti) pesa la guida in stato di ebbrezza, che con l’assunzione di sostanze stupefacenti si riscontra in oltre un caso su tre (il 36,8%).

(fonte: Asaps)

Scarica la relazione al Senato

Una schermata del simulatore GuidaTu Pro

Le case automobilistiche mentono sulle emissioni di CO2 dei loro modelli: è quanto è emerso dall’inchiesta di Auto Motor und Sport, autorevole rivista tedesca del settore. A riportare la notizia è Repubblica, che segnala anche il fatto che inchieste simili condotte da Autobild e Quattroruote avevano a loro volta dimostrato l’inattendibilità dei dati sui consumi dichiarati, con uno scollamento che va dal 17% al 47% in più per i consumi reali. A non essere attendibile sarebbe, in primis, il test al quale – per legge – le case automobilistiche sottopongono le loro auto. Il test prevede infatti una simulazione dei consumi fatta facendo correre le auto su rulli appositi per un tempo di 1.180 secondi (780 per il consumo urbano e 400 per quello extraurbano). Nella simulazione, la velocità di 120 km/h viene raggiunta solo per un massimo di 10 secondi. Condizioni che non rispecchiano la realtà, senza considerare che le case produttrici possono effettuare i test con aria condizionata spenta e con modelli privi di accessori.

(Fonte: Repubblica.it)

Più che realistica è invece la simulazione di guida in Ecodrive proposta dal nostro GuidaTuPro, il simulatore di guida pratica in 3D. Questo specifico modulo permette di esercitarsi nella guida ecologica (frenando con il freno motore, scalando le marce, evitando brusche accelerazioni, ecc.) come se si stesse guidando una vera auto. Per maggiori info, clicca qui.

 
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