
GuidaTuPro nella versione TOP modificata per disabili
GuidaTuPro, il simulatore di guida professionale di TIconBLU, è da oggi accessibile anche ai disabili interessati al conseguimento della patente speciale.
Il team di GuidaTu ha infatti messo a punto una postazione TOP appositamente pensata per chi è affetto da disabilità motoria agli arti inferiori. Come si può vedere dall’immagine, il cockpit ha un’entrata laterale agevolata, e la postazione monta tutti i dispositivi utilizzati nei veicoli modificati e tecnicamente adattati per la guida pratica dei disabili.
GuidaTuPro si conferma così un utile strumento didattico e propedeutico alla guida pratica anche per chi è affetto da disabilità motoria, e può essere utilizzato con profitto dalle scuole guida per disabili, per il rilascio delle patenti speciali.
GuidaTuPro può essere inoltre utilizzato dalle associazioni che si occupano di sensibilizzazione sui temi della disabilità e della guida sicura, grazie anche alla simulazione della guida in stato di ebbrezza o sotto effetto di stupefacenti.
Per info:
www.guidatu.it
info@ticonblu.it
tel 051/556665
Dovete mettervi in viaggio con la vostra auto? Attenzione al meteo, e soprattutto alle strade con obbligo di catene. Per evitare il rischio di multe salate (da 80 a 318 euro) consultate la lista delle strade che prevedono l’obbligo di catene a bordo, pubblicata da Corriere.it
Buon viaggio, e prudenza!
Il sindaco di Firenze Matteo Renzi ha mantenuto la promessa: a un anno dalla morte di Lorenzo Guarnieri, il giovane investito da un uomo che guidava sotto l’effetto di alcol e sostanza stupefacenti, è stata ufficialmente lanciata la raccolta di firme per una legge popolare che introduca nel nostro ordinamento l‘omicidio stradale.
“Se rubi 100 € dalla borsa di una signora e sei catturato da un agente di polizia entri in carcere immediatamente e sei processato subito. Se invece uccidi un ragazzo di 17 anni, invadendo la sua corsia e investendolo in pieno perché ti sei messo alla guida positivo alla cannabis e con un tasso alcolemico che supera di 3 volte il limite di legge (significa aver bevuto 15 birre o 2 bottiglie di vino), non solo non vieni arrestato subito, ma in carcere non ci andrai mai”, scrivono sul loro sito i promotori dell’iniziativa, che vede in prima fila l’Associazione Lorenzo Guarnieri, insieme ad Associazione Gabriele Borgogni, Associazione amici e sostenitori della polizia stradale, Comune di Firenze, Polizia Municipale di Firenze e ACI Firenze.
La proposta di legge punta in particolare ad innalzare le pene dai 3-10 anni previsti attualmente per l’omicidio colposo (che di fatto non vengono mai scontati) a 8-18 anni. Prevede inoltre l’introduzione dell‘arresto in flagranza di reato e la revoca definitiva della patente per chi uccide sotto effetto di alcol e/o droga.
Finora hanno firmato 7571 persone: è possibile leggere per intero la proposta di legge e firmare la propria adesione andando su www.omicidiostradale.it
“L’80% dei conducenti dichiara di aver affrontato almeno una volta una situazione di grave pericolo al volante, ma solo la metà di questi è disposto a spendere di più per dotare la auto dei più avanzati sistemi per la sicurezza stradale”. Parola di Enrico Gelpi, presidente dell’ACI, che aggiunge: “Ciò evidenzia quanto c’è ancora da fare sul piano della formazione, con l’aiuto anche delle Case automobilistiche”. A Vienna, In occasione di eSafety Challenge 2011, appuntamento annuale per la sensibilizzazione dei conducenti sui sistemi elettronici per la sicurezza stradale, l’ACI e gli altri Automobile Club internazionali hanno presentato uno studio sul livello di conoscenza degli automobilisti europei dei principali dispositivi di sicurezza elettronici: ESP (controllo elettronico di stabilità), dispositivi per la frenata di emergenza (BAS, o frenata assistita), BSM (monitor punti ciechi), avviso di superamento limiti di velocità (“speed alert“), LDWS (avviso di deviazione dalla corsia di marcia) e fari adattivi.
Questi i risultati emersi: conosce l’ESP il 62% degli automobilisti italiani (stessa media europea); i dispositivi di frenata di emergenza il 53% degli italiani (contro il 57% degli automobilisti europei); il BSM il 26% degli italiani (contro il 47% degli europei); lo speed alert il 66% degli italiani (contro il 64% degli europei); l’avviso di deviazione dalla corsia di marcia il 34% degli italiani (contro il 46% in Europa); i fari adattavi il 50% degli italiani (contro il 59% degli europei).
Secondo lo studio, tra i fattori di scelta di un’automobile al momento dell’acquisto, la sicurezza è al primo posto, e questa è una buona notizia. Ma ancora molto c’è da fare: se tutte le auto europee fossero dotate di ESP, infatti, ogni anno si conterebbero 4mila morti e 100mila morti in meno, mentre con il dispositivo di frenata assistita si eviterebbero 3 tamponamenti su 4.
Ma quanti sanno di che cosa stiamo parlando esattamente? Per chiarire un po’ le idee, ecco alcune informazioni utili sui dispositivi che sono stati l’oggetto dello studio:
- SPEED ALERT: sistema che avverte il conducente quando si supera il limite di velocità locale, tramite segnali acustici, visivi e/o tattili.
- ESP (Electronic Stability Program): controllo elettronico di stabilità. Permette di controllare la stabilità in curva, accelerando o decelerando la rotazione indipendente delle ruote. Molto utile in presenza di pioggia, ghiaccio o ghiaia.
- BAS (Brake Assistant System, anche noto come EBS): sistema di frenata assistita. In situazioni di emergenza permette di ottenere la maggiore potenza frenante, nel caso in cui la pressione del piede sul pedale non sia sufficiente.
- BSM (Blind Spot Monitor): monitor per i punti ciechi. Sistema di ausilio che permette di monitorare con sensori radar i punti ciechi degli specchietti retrovisori esterni, avvisando il conducente dell’arrivo di un mezzo tramite una segnalazione visiva integrata negli specchietti.
- LDWS (Lane Departure Warning System): sistema di avviso di deviazione dalla corsia di marcia. Monitora la posizione dell’auto all’interno della corsia di marcia e avverte il conducente se si sta allontanando dalla corsia senza aver azionato gli indicatori di direzione.
- FARI ADATTIVI: sistema che orienta i fasci di luce in base all’inclinazione della parte frontale dell’auto, per mantenere sempre una corretta illuminazione della strada. Ad esempio, quando si decelera, la parte frontale dell’auto si flette verso il basso, e in questo caso i fasci di luce vengono orientati verso l’alto per compensare l’inclinazione.

GuidaTu simula anche la guida libera nel traffico cittadino o in scenari extraurbani
Guidare imbottigliati nel traffico causa stress. Sarebbe quasi una non-notizia, se non fosse che a confermarlo ora è una ricerca inglese realizzata dall’istituto ICM Research, che ci fornisce qualche dato interessante tratto da un campione di 9.865 automobilisti di 11 Paesi europei, di età compresa tra i 18 e i 64 anni. Intanto è emerso che a soffrire maggiormente di stress da guida in coda sono gli uomini rispetto alle donne, in una percentuale sette volte maggiore: gli automobilisti maschi infatti sarebbero vittima di un atteggiamento “attacca o fuggi” che non sono in grado di controllare, e che sul loro organismo finisce per provocare effetti dannosi. In generale, stress e aggressività nell’abitacolo si scatenano dopo appena 20 minuti di guida nel traffico intenso. Gli effetti? Alla lunga, stress, ansia e rabbia provocherebbero riduzione delle difese immunitarie, aumento della pressione sanguigna e del tasso glicemico. Non solo: un effetto collaterale preoccupante di questo “disturbo da traffico” è il calo dell’attenzione per chi è alla guida.
Insomma, una guida tranquilla e rilassata è alla base anche della sicurezza propria e altrui: si sa che quando si è nervosi, ansiosi e irritati si rischia di compiere manovre azzardate o di commettere infrazioni.
In questi casi è meglio fare una sosta, o tentare di rilassarsi accendendo la radio e ascoltando musica rilassante.
Anche in questi casi un simulatore di guida può aiutare: ad esempio, esercitarsi nelle missioni di guida libera con GuidaTu può allenare il cervello a gestire e fronteggiare le situazioni di stress derivanti da traffico intenso e ingorghi… e ci guadagna anche la salute!
Fonte: www.asaps.it

il simulatore auto GuidaTuPro
Se non si inverte la tendenza, nel 2030 gli incidenti stradali saranno la quinta causa di morte nel mondo (oggi sono la nona). Ecco perché L‘ONU ha ufficialmente lanciato il Decennio di iniziative 2011-2020 per la sicurezza stradale, invitando i singoli Paesi a programmare un piano di interventi incentrato su 5 punti fondamentali:
1. Gestione della sicurezza stradale: qualsiasi intervento non può prescindere da un adeguato monitoraggio degli incidenti e delle loro cause, per elaborare strategie di prevenzione e sicurezza la cui efficacia deve essere ugualmente valutata.
2. Sicurezza delle strade: elaborare un piano di valutazione delle infrastrutture esistenti, per implementarne la sicurezza soprattutto nei confronti degli utenti deboli: pedoni, ciclisti, disabili.
3. Veicoli: incentivare l’acquisizione e l’adozione delle tecnologie di ultima generazione per la sicurezza attiva e passiva dei veicoli, favorendo anche l’istituzione di standard globali e programmi di incentivi.
4. Utenti della strada: sensibilizzare maggiormente all’uso delle cinture di sicurezza (per le auto) e caschi (per le due ruote), al rispetto dei limiti di velocità e delle altre norme del codice della strada, educare sui rischi legati alla guida in stato di ebbrezza e sotto effetto di stupefacenti.
5. Post-incidente: Rendere più efficiente la rete di intervento post-incidente, per fornire sostegno tempestivo alle vittime della strada e adeguati programmi di riabilitazione.
In Italia l’iniziativa del’ONU è stato rilanciato e appoggiato dall’ACI. “Per ogni euro investito avremo un risparmio in costi sociali di 20 euro e significativi miglioramenti della qualità della mobilità“, ha sottolineato Enrico Gelpi, presidente dell’ACI. Un motivo in più per scommettere sulla prevenzione degli incidenti e sull’educazione stradale.
Fonte: repubblica.it

In GuidaTuPro, quando ci si trova in coda allo stop, le auto più indisciplinate dietro di noi suonano il clacson...
Che rumore vorreste che avesse il traffico del futuro, immaginando di dire addio al vecchio motore a scoppio? Un ronzio profondo o acuto? Un suono da astronave stile fantascienza anni Cinquanta? Un fruscio costante, come quello di un pezzo di carta tra i raggi di una bicicletta? O un rumore da videogioco? Non è una domanda oziosa: l’Unione Europea dovrà dare una risposta entro la fine dell’anno.
Tutto nasce dalle automobili elettriche o a idrogeno, che come si sa sono estremamente silenziose. Anche troppo: il rischio infatti è che pedoni, ciclisti e altri utenti della strada non sentendo alcun rumore non si accorgano del loro arrivo. Così, quello che potrebbe essere un pregio, rischia di trasformarsi in fonte di pericolo. Ecco perché l’univesità britannica di Warwick sta sperimentando varie soluzioni “sonore” da abbinare alle vetture di nuova generazione (una scelta che, di fatto, influirà sul paesaggio acustico delle città del futuro). Impresa non facile: infatti il suono prescelto deve in qualche modo essere istintivamente associato ai mezzi di trasporto da parte degli utenti della strada.
I risultati della ricerca verranno quindi inviati all’Unione Europea, che dovrà emanare una legge che obbligherà le case automobilistiche a rendere rumorose le loro vetture elettriche o a idrogeno. La speranza è che si trovi un compromesso tra il bisogno di limitare l’inquinamento acustico dei centri urbani e le esigenze di sicurezza stradale.
Fonte: repubblica.it

GuidaTu è il simulatore auto che simula anche le infrazioni e la decurtazione di punti patente
Sono quasi 68 milioni i punti patente persi dagli italiani dal 2003 (anno di introduzione della patente a punti) alla fine del 2010. Per la precisione, spiega l’Asaps, sono 67.849.472, ovvero una media di 1,887 punti per ogni patentato. Decisamente pochi: soprattutto quando li si confronta con quelli “guadagnati”: sono stati infatti 205 milioni i punti ottenuti in “omaggio”, e a questi se ne aggiungeranno altri 70 milioni a luglio. Ricordiamo infatti che dal 2003, ogni 2 anni, si guadagnano 2 punti omaggio; e se sono stati decurtati dei punti, basta non commettere altre infrazioni per due anni, e si ritorna automaticamente a 20 punti! Risultato: in tutti questi anni hanno visto i loro punti azzerati appena 138.932 automobilisti, corrispondenti alllo 0,38% dei quasi 36 milioni di patentati.
Senza contare poi quelli che scaricano su parenti, amici e conoscenti i punti persi, sostenendo che erano questi ultimi alla guida al momento dell’infrazione. Insomma, la patente a punti è un ottimo strumento, ma bisognerebbe renderla più efficace, se non se ne vuole vanificare la funzione.
Fonte: asaps.it

Bici è il simulatore della mobilità sulle due ruote, per imparare le regole della circolazione in bicicletta
Non si muore solo al Giro d’Italia. Nel corso del 2009 i ciclisti che hanno perso la vita sulle strade italiane sono stati 295 (dati ISTAT), e i feriti 14.804. Nonostante gli incidenti stradali relativi alle biciclette costituiscano soltanto il 3,9% del totale, la percentuale di ciclisti tra i morti sulle strade costituisce l’8,3%: un dato sottolineato dal fatto che l’indice di mortalità, per la bicicletta, è doppio rispetto alla media per categoria di veicolo (1,9% contro lo 0,9%).
Rispetto al 2008, i ciclisti deceduti sono aumentati del 2,4% (in quell’anno furono 288): dunque, ancora molto c’è da fare per tutelare questa particolare categoria di utenti deboli della strada.
Su tutto questo pesa, afferma Giordano Biserni, presidente dell’Asaps, il fattore di rischio legato al cicloturismo sportivo domenicale: “questo fenomeno è in forte espansione ormai da anni ed è caratterizzato da proprie peculiarità e caratteristiche, come ad esempio la circolazione in gruppo, e che ha come scenario principale le strade statali e provinciali, che, come è noto, rappresentano il luogo più letale in assoluto”.
Prudenza, dunque, quando si circola in bici. L’Asaps ricorda le regole della strada relative a chi si muove in bicicletta: vietato circolare in gruppo, non si possono trasportare bambini di età maggiore agli 8 anni, non si possono portare cani al guinzaglio ed è obbligatorio l’uso di giubbetti retroriflettenti nelle ore notturne, su strade fuori dai centri abitati e nelle gallerie.
Fonte: www.asaps.it
Può essere difficile, a volte, conciliare esigenze del traffico ed esigenze della sicurezza stradale. Ma a nostro parere, quando ciò accade, dovrebbero prevalere le ragioni della sicurezza. Non sembra pensarla così il Comune di Roma, che dopo aver aperto, in via sperimentale per tre mesi, alcune corsie preferenziali della Capitale all’accesso di scooter e moto, starebbe pensando di fare altrettanto con le corsie d’emergenza del Grande Raccordo Anulare. Secondo il vicesindaco di Roma, Mario Cutrufo, ciò renderebbe più scorrevole la circolazione e migliorerebbe la sicurezza, evitando alle moto di esibirsi in pericolosi slalom tra i veicoli.
Tassisti, ciclisti e autisti di autobus sono già insorti ritenendo pericolosa la sperimentazione sulle preferenziali. Ma per le corsie di emergenza il rischio sarebbe ulteriore: ricordiamo infatti che, in base al Codice della Strada, esse sono destinate al transito delle Forze dell’Ordine, ambulanze e Vigili del Fuoco, e alla sosta momentanea di mezzi in avaria o di guidatori colpiti da malore. L’unica possibilità concessa dal Codice è quella che permette alle due ruote di occupare momentaneamente, e solo in caso di ingorgo, le corsie di emergenza per il breve tratto (500 m) precedente allo svincolo di uscita che si intende imboccare.
La proposta del Comune di Roma, quindi, sarebbe impraticabile, a meno che il parlamento non decida di rimettere mano al Codice della Strada. Ma al di là di questa ipotesi, poco realistica, l’idea ci sembra deleteria per la sicurezza stradale. Sono molti i campi in cui si può intervenire per prevenire incidenti stradali dentro e fuori le città, manutenzione delle strade e delle infrastrutture in primis, e puntando – non ci stancheremo mai di ripeterlo – sull’educazione a una guida sicura e responsabile da parte di tutti gli utenti della strada.
Fonte: repubblica.it