Il simulatore GuidaTuPro è uno degli ingredienti di punta di “Movida alternativa”, la campagna itinerante di Assobirra dedicata al “bere responsabile”. L’iniziativa ha finora toccato due città: Firenze (6 e 7 luglio) e Milano (5-6 ottobre) e proseguirà con altre tappe. Il simulatore di guida, nella postazione realizzata da Toccafondi Multimedia, ha registrato sia a Firenze che a Milano un grande successo tra il giovane pubblico dell’iniziativa, che ha potuto così scoprire i rischi legati alla guida in stato di ebbrezza.
GuidaTuPro infatti consente di simulare gli effetti alla guida provocati da particolari condizioni psicofisiche, come lo stato di ebbrezza, l’assunzione di sostanze stupefacenti, l’eccessiva stanchezza o pesantezza in seguito a un pasto pesante.
Nel caso specifico dell’assunzione di alcol, l’utente può selezionare dal menu iniziale quanto (un bicchiere, due bicchieri, tre bicchieri…) e che cosa (birra, vino, superalcolici, o un mix tra queste) ha bevuto; a seconda del livello di ebbrezza, durante la simulazione di guida si assisterà a un restringimento del campo visivo, a sdoppiamento della vista, a colpi di sonno (schermo che diventa buio all’improvviso), a riflessi di guida rallentati, e via dicendo.
GuidaTuPro è dunque uno strumento utile per sensibilizzare il pubblico dei più giovani sul tema della guida sicura e responsabile, e sui rischi reali che si corrono quando ci si mette al volante dopo aver assunto alcolici.
A questo link trovate foto del simulatore durante la due giorni milanese.
Qua sotto invece un video della prima tappa a Firenze (il simulatore di guida è visibile dal minuto 1:33):
Qui, un video dimostrativo di GuidaTuPro con il cockpit realizzato da Toccafondi Multimedia.
Il sindaco di Firenze Matteo Renzi ha mantenuto la promessa: a un anno dalla morte di Lorenzo Guarnieri, il giovane investito da un uomo che guidava sotto l’effetto di alcol e sostanza stupefacenti, è stata ufficialmente lanciata la raccolta di firme per una legge popolare che introduca nel nostro ordinamento l‘omicidio stradale.
“Se rubi 100 € dalla borsa di una signora e sei catturato da un agente di polizia entri in carcere immediatamente e sei processato subito. Se invece uccidi un ragazzo di 17 anni, invadendo la sua corsia e investendolo in pieno perché ti sei messo alla guida positivo alla cannabis e con un tasso alcolemico che supera di 3 volte il limite di legge (significa aver bevuto 15 birre o 2 bottiglie di vino), non solo non vieni arrestato subito, ma in carcere non ci andrai mai”, scrivono sul loro sito i promotori dell’iniziativa, che vede in prima fila l’Associazione Lorenzo Guarnieri, insieme ad Associazione Gabriele Borgogni, Associazione amici e sostenitori della polizia stradale, Comune di Firenze, Polizia Municipale di Firenze e ACI Firenze.
La proposta di legge punta in particolare ad innalzare le pene dai 3-10 anni previsti attualmente per l’omicidio colposo (che di fatto non vengono mai scontati) a 8-18 anni. Prevede inoltre l’introduzione dell‘arresto in flagranza di reato e la revoca definitiva della patente per chi uccide sotto effetto di alcol e/o droga.
Finora hanno firmato 7571 persone: è possibile leggere per intero la proposta di legge e firmare la propria adesione andando su www.omicidiostradale.it
Guida sotto effetto di sostanze stupefacenti con il simulatore GuidaTuPro
Diventa operativo il Protocollo d’Intesa firmato tra Ministero dell’Interno e Fondazione Ania per la realizzazione di iniziative volte alla sicurezza stradale. In particolare, il progetto punta a contrastare alcuni fenomeni particolarmente critici, come l’abuso di alcol e sostanze stupefacenti da parte di molti automobilisti, e la guida in condizioni di stanchezza da parte degli autotrasportatori, con tutti i rischi ad essi collegati.
In base alla convenzione firmata il 28 aprile, la Fondazione Ania doterà le forze dell’ordine di 150 precursori digitali per l’alcol e 20 postazioni complete “Police controller” per l’attività di controllo sui mezzi pesanti, al fine di aumentare i controlli sulle strade relativi alla guida in stato di ebbrezza e sotto effetto di sostanza stupefacenti, e ai tempi di guida degli autisti di mezzi pesanti.
L’accordo prevede inoltre altre due iniziative:
- Progetto “Adotta una strada”: le direttrici extraurbane che fanno registrare numerosi incidenti vedranno un aumento dei controlli da parte dei Carabinieri;
- Strumenti di formazione: creazione di appositi programmi con attività formative destinate ai ragazzi di scuole medie e superiori, e azioni di sensibilizzazione in discoteche e locali notturni.
Secondo l’Istituto Superiore di Sanità, oltre il 30% degli incidenti stradali è causato da alcol e droga. Delle 4.237 vittime della strada dello scorso anno, quasi 1.200 avevano meno di 30 anni. Secondo i dati delle Compagni di Assicurazione (Fonte: ANIA), inoltre, il 17,1% dei sinistri denunciati in Italia sono stati causati dai mezzi pesanti (si parla di circa 630mila incidenti). Fonte: fondazioneania.it
Aumentano purtroppo i pirati della strada: nel primo trimestre del 2011, rileva l’Asaps, sono stati 130 gli episodi di omissione di soccorso sulle strade italiane, 15 in più rispetto allo stesso periodo dell’anno scorso. Un aumento del 13% dunque, ma un dato positivo c’è: la diminuzione del numero di morti, passati da 21 a 19.
Sono cresciuti invece del 18,9% i feriti (da 149 a 159).
Diminuisce l’incidenza della guida in stato di ebbrezza e sotto effetto di sostanze stupefacenti legata agli atti di pirateria: in entrambi i casi il calo è del 28,6%.
E le vittime? Tra morti e feriti sono state 178. Il 9,6% di esse sono stranieri, il 13,4% sono minori e il 9,6% anziani. 52 i casi in cui sono rimasti coinvolti pedoni, 9 quelli che hanno colpito i ciclisti: e 13 gli investimenti subiti da under 14: una conferma del fatto che gli atti di pirateria colpiscono soprattutto le categorie più deboli.
GuidaTuPro simula anche gli effetti della guida in stato di ebbrezza o sotto effetto di stupefacenti
Alcol testi gratuiti distribuiti in tutte le Aree di Servizio autostradali durante tutti i week-end di aprile: è l’iniziativa di Autostrade per l’Italia per sensibilizzare gli automobilisti sui rischi legati alla guida in stato di ebbrezza o sotto effetto di sostanze stupefacenti. Vale la pena ricordare che il 30% degli incidenti gravi (quasi uno su 3!) è causato da soggetti sotto l’effetto dell’alcol, anche in piccole dosi.
Il luogo comune da sfatare è quello che una piccola quantità di alcol sia innocua e non abbia conseguenze visibili, quando in realtà provoca una diminuzione della prontezza di riflessi, l’alterazione delle capacità visive, una riduzione della concentrazione e, purtroppo, una diminuzione della percezione del rischio. Chi beve, infatti, sopravvaluta le proprie capacità e si sente particolarmente sicuro. Ecco perché occorre sensibilizzare chi si mette alla guida (i giovani in particolare, ma non solo!) a una maggiore consapevolezza dei rischi legati al consumo di alcol e droghe: bisogna pensarci PRIMA, perché DOPO aver bevuto si rischia di non avere la lucidità necessaria.
Il risultato è che chi guida dopo aver bevuto si lancia in manovre rischiose e sorpassi azzardati, tende a guidare spostandosi al centro della strada, rimane facilmente abbagliato dai fari provenienti in direzione opposta, non legge perfettamente la segnaletica stradale. Insomma, diventa una vera e propria mina vagante, pericolosa per sé e per gli altri.
Autostrade per l’Italia da tempo ha deciso di vietare, nelle Aree di Servizio con il marchio “Sosta Amica”, la vendita e la distribuzione di superalcolici. Un’iniziativa utile, ma che da sola non basta: ricordiamo infatti che il problema non sono solo i superalcolici, e che soprattutto i divieti da soli non bastano. La vera prevenzione parte dalla consapevolezza di chi si mette al volante.
GuidaTuPro simula gli incidenti stradali e le conseguenze della guida in stato di ebbrezza o sotto effetto di stupefacenti
Buone notizie sul fronte “omicidio stradale”: si aggiunge un altro tassello importante verso l’istituzione di questo nuovo tipo di reato, come chiesto da molte associazioni come l’Asaps e Lorenzo Guarnieri Onlus. La Commissione Trasporti della Camera, infatti, sta lavorando a un testo per introdurre l’omicidio stradale nel Codice penale: “Nelle prossime settimane – ha detto Mario Valducci, presidente della Commissione Trasporti – presenteremo un provvedimento per introdurre nel Codice penale l’omicidio stradale come nuova fattispecie di reato. È l’unica ipotesi percorribile per uscire dall’attuale previsione del Codice penale. Ora uno può ammazzare 2-3 persone e stare in galera 4-5 anni e magari neanche questi. Io ritengo”, ha aggiunto, “che nel momento in cui una persona ubriaca si mette al volante, conosce l’alto rischio a cui va incontro”.
In base a questo principio, quindi, l’omicidio stradale verrebbe in qualche modo equiparato all’omicidio volontario, con un netto inasprimento delle pene. Vi terremo aggiornati sugli sviluppi di questa importante iniziativa, che è innanzitutto una battaglia di civiltà e di responsabilità verso una maggiore tutela della sicurezza stradale.
Torniamo a parlare di omicidio volontario e incidenti stradali: è proprio questo il reato contestato a Cristian Alessandrini, il trentenne che nella notte di sabato 5 marzo, a Bologna, ha travolto con la sua auto due ragazze diciottenni che stavano attraversando sulle strisce, uccidendone una e ferendo l’altra. Un incidente reso grave dal fatto che l’uomo stava guidando in città a una velocità di circa 120 km/h, aveva assunto cocaina e non ha rallentato nonostante altre due macchine si fossero fermate davanti alle strisce dove stavano attrraversando le due ragazze. Per questi motivi, il procuratore aggiunto Valter Giovannini ha scelto la via del rigore, chiedendo che Alessandrini venga processato per omicidio volontario con dolo eventuale (con una pena che può arrivare a 20 anni di carcere), Invece che per omicidio colposo, come si fa di solito in caso di incidente stradale.
Non si può che essere d’accordo con la decisione della procura: mettersi alla guida di un veicolo in stato di ebbrezza o sotto effetto di stupefacenti significa, di per sé, accettare il rischio che si possa mettere in serio pericolo la vita altrui (oltre alla propria). Come tale, l’introduzione di un reato come l’ “omicidio volontario” per chi provoca incidenti stradali mortali in casi come quello citato, ci sembra giusto e auspicabile. Naturalmente, non basta inasprire le pene: occorre intensificare il lavoro di educazione, prevenzione e controllo della sicurezza stradale.
Da sinistra: Stefania e Stefano Guarnieri, Matteo Renzi
Firenze punta a diventare, nei prossimi dieci anni, un laboratorio permanente sulla sicurezza delle strade cittadine. È stato infatti lanciato oggi il nuovo Piano strategico per la sicurezza stradale, promosso dall’associazione Lorenzo Guarnieri Onlus e fatto proprio dal Comune, che offrirà supporto logistico e politico al progetto. Un progetto ambizioso, al quale non a caso è stato dato il nome di DAVID, come la statua simbolo della città, e acronimo di “Dati e analisi; Aderenza alle regole; Vita ed educazione; Ingegneria; Dopo la violenza”. Attraverso un approccio scientifico e integrato (il progetto è stato realizzato da McKinsey,una delle principali società di consulenza al mondo) verranno raccolti i dati dell’incidentalità sul territorio comunale (numero, tipologia e cause degli incidenti, qualità e quantità dei controlli, monitoraggio dei corsi di sensibilizzazione e prevenzione svolti nelle scuole, qualità delle strade e delle infrastrutture, sostegno alle famiglie delle vittime). A giugno saranno già disponibili i primi dati per stilare la “road map” degli incidenti e per varare un piano finalizzato a dimezzare il numero delle vittime di incidenti stradali da qui al 2020. Negli ultimi 5 anni la media di incidenti mortali a Firenze è stata di 21 decessi e dimezzando questo trend si salverebbe la vita, da oggi al 2020, a 58 persone.
Al progetto lavoreranno professionisti dell’associazione e di McKinsey, tecnici del Comune e della facoltà di ingegneria dell’Università di Firenze. Il Comune pagherà solo le spese vive, mentre tutti gli altri costi saranno sostenuti dall’associazione. A David danno inoltre il loro contributo altre associazioni che operano sul territorio fiorentino, come l’associazione Gabriele Borgogni e l’associazione Generazione Contatti.
“Non dobbiamo occuparci degli incidenti stradali solo sull’onda del dolore e della commozione – ha detto il sindaco di Firenze, Matteo Renzi – ma dobbiamo capire che sono una vera e propria emergenza sociale ed economica che deve essere tra le prime preoccupazioni di un’amministrazione”. Il Comune intende anche promuovere la proposta di legge di iniziativa popolare sull’omocidio stradale, di cui abbiamo già parlato qualche mese fa. L’obiettivo è inasprire le pene per chi, mettendosi alla guida in stato di ebbrezza o sotto effetto di sostanze stupefacenti, causa un incidente mortale.
Continueremo a monitorare l’importante iniziativa del Comune di Firenze, e a tenervi aggiornati sulla proposta di legge.
GuidaTuAuto permette di simulare anche la guida in stato di ebbrezza, in base agli alcolici consumati
Il 21,5% dei giovani tra 20 e 24 anniha guidato almeno una volta nella vita dopo aver bevuto, percentuale che sale al 25,2% per i 25-34enni e al 24% per i 45-54enni, mentre per i più giovani (16-19 anni) è dell’8%. È il dato che emerge dalla VI Indagine DOXA sugli Italiani e l’Alcool (Consumi, tendenze ed atteggiamenti in Italia), realizzata in collaborazione con l’Osservatorio Permanente Giovani e Alcool. Il dato è ancora più preoccupante se si considera che nella maggior parte dei casi si tratta di un comportamento più o meno abituale e dunque reiterato più volte.
Altrettanto significativo è il fatto che solo il 38% dei guidatori intervistati ha saputo indicare il tasso alcolemico che non può essere superato quando si è alla guida (0,5%) Fra i guidatori a rischio, in particolare, con recenti esperienze di guida dopo consumi eccessivi, quasi la metà (49%) ha considerato il limite attuale giusto o anche troppo alto, cioè troppo permissivo, ma quasi altrettanti (48%) hanno giudicato invece il limite di consumo attuale troppo basso, cioè troppo restrittivo.
Questi dati confermano il fatto che la guida in stato di ebbrezza è un comportamento diffuso, e che la prevenzione deve passare in primis attraverso una vasta campagna di informazione e iniziative di sensibilizzazione sia sulle norme vigenti in materia, che – soprattutto – sui rischi che si corrono. Campagna che, per essere efficace, deve coinvolgere istituzioni, forze dell’ordine e attori sociali (associazioni, enti, organizzazioni no profit) in una rete sempre più vasta e capillare: nelle scuole e nelle discoteche, nei locali e lungo le strade.
Per scaricare una sintesi dell’indagine, clicca qui.
La simulazione di guida in stato di ebbrezza con GuidaTuPro
L’assunzione di alcol e droga è “una delle cause più frequenti di mortalità giovanile sulle strade”. A dirlo è il direttore della polizia stradale Roberto Sgalla, commentando i dati sui controlli effettuati dalla polizia nel 2010 per rilevare l’assunzione di alcol e droga. In particolare, nella settimana dal 13 al 19 dicembre 2010, in occasione della campagna europea “Alcohol and Drug” sono stati controllati in 26 paesi 800mila automobilisti: 12.030 le infrazioni rilevate per guida in stato di ebbrezza, e 1.266 per guida sotto l’effetto di sostanze stupefacenti. In Italia sono stati fermati 348 conducenti per guida in stato di ebbrezza, e 61 per guida sotto effetto di droga. “Il nostro lavoro di prevenzione deve proseguire nella direzione di una sempre maggiore efficacia” ha dichiarato Sgalla. “In questo senso accanto al momento repressivo si continuano a sostenere le iniziative di promozione per un consumo responsabile degli alcolici e di una guida sicura rivolta al ‘popolo della notte’, quello statisticamente più coinvolto negli incidenti gravi e gravissimi del fine settimana”.
Ricordiamo che dal 13 novembre scorso tutti i locali aperti fino a dopo mezzanotte devono essere dotati di un precursore per la rilevazione del tasso alcolemico e sono obbligati ad esporre le tabelle sugli effetti da assunzione di alcolici. Per scaricare la tabella alcolemica, clicca qui.